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giovedì 18 settembre 2008

Liars / No Age - Winter '08 Tour 7''

Antitetici a palla Liars e No Age in questo piccolo gioiello che testimonia il congiunto tour invernale. Il lato A vede i bugiardi più fichi del millennio appiccicarsi su una melodia sommessa, zuccherosa, dolciastra eppur sempre malatissima - retaggio di un misconosciuto Jonathan Halper - mentre ci ricordano che vogliono lasciarsi tutta la loro vecchia vita dietro le spalle. Che sia un nuovo, ennesimo, stupefacente cambio di direzione?

Dall'altra parte del paradiso, inserita a forza nei piccoli solchi del vinile la violenza bruta dei No Age che non ti aspetti. Attacca con un flusso distorsivo modello shoegaze all'inferno, batte con un ritmo secco metronomico, gorgheggia qualcosa di Slowdive mentre annega in una marea montante di feedback. O forse è solo la puntina del mio stereo?
C'è poco da fare o dire, questi stanno una spanna sopra tutti gli altri.

Pubblica l'etichetta di casa No Age, la Post Present Medium, 2008.

Tracklist:
01. Leaving My Old Life Behind [04:03]
02. Scheduling Mishaps [03:29]


lunedì 8 settembre 2008

Liars & Gerry Mitchell & Little Sparta - Keep Mother 10” Series vol. 4


La KMS è una collana di 10” in elegante e spartana confezione in cartoncino edita “alfabeticamente” dalla Fire Recs di Londra. A scorrere la lista di partecipanti non può non venire l’acquolina in bocca. Ogni volume è infatti uno split tra due band spesso stilisticamente distanti con a disposizione un lato ognuna per orientativamente 10 minuti di musica.
Allora, procedendo con ordine rigorosamente alfabetico iniziamo dal volume 4. O meglio dall’accoppiata G e H: rispettivamente Liars e Gerry Mitchell & Little Sparta. Sul lato A dei Liars insolitamente hard-rock coverizzano How Many More Times dei Led Zeppelin. A modo loro, ovviamente con tanto di vuoto pneumatico nella parte centrale e cacofonia astratta sul finire, per l’ennesima dimostrazione dello stato di grazia dei newyorchesi. Specialmente in uscite minori. Nell’altro lato mister Gerry Mitchell si pone sulla lunghezza d’onda del nuovo album condiviso con i Little Sparta, declamando in Feasting On My Heart una sua lunga composizione sul tappeto strumentale metà cameristico, metà orchestrale dei compagni d’avventura. Violini lievi e chitarra sommesse al servizio di uno spoken word ossianico e sfigurato. Il risultato? Non lontano da certi vaneggiamenti di sua santità David Michael Tibet e i suoi C93.