Visualizzazione post con etichetta post-punk. Mostra tutti i post
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venerdì 11 dicembre 2009

Krysmopompas – Gesa 7”

La seconda uscita della collezione autunno-inverno targata Avant! è il primo 7” dei krukki Krysmopompas che, nonostante un nome non proprio allettante (seppur preso da un film di RW Fassbinder), si fanno apprezzare per una miscela di neue deutsche welle e post-punk attualizzata sul versante più strambo e malato della nuova onda. Come dei Cabaret Voltaire d’oltre cortina chiusi in una trabant ad ascoltare musica industriale, i quattro giocano con casio giocattolo per stabilire melodie minimal-wave (Gesa) o intrufolarsi in ossessive e alienanti reiterazioni DAFiane (Volker).

I suoni di questi due pezzi – nati nelle stesse sessioni in cui musicarono lo short movie I, Synesthesia – sono letteralmente ricoperti da un alone di alterità est-europea, quasi fosse caliginosa e materica polvere di stelle caduta dalle ceneri dell’impero ex-sovietico e giunta fino a noi sotto una teca di cristallo. Lunga vita ai berliner.

mercoledì 4 febbraio 2009

Mi Ami – Ark Of The Covenant/Echononecho 12”

Accoppiata di 12” pre e post Watersports, il primo sorprendente album lungo dei Mi Ami in uscita proprio in questi giorni per Quarterstick.

Un po’ di storia, per cominciare. Dietro la sigla molto italiana si nascondono due terzi dei purtroppo disciolti Black Eyes: due ottimi dischi di no-wave schizzata su Dischord e i cuori infranti di molti fan, il loro lascito. Ai due fuoriusciti Daniel Martin-McCormick (chitarra e voce) e Jacob Long (basso) si è aggiunto Damon Palermo dietro le pelli proprio in tempo per pubblicare il 12” d’esordio African Rhythms, sold out immediatamente. L’hype cresce a dismisura, tanto era potente e breve l’esperienza precedente che Watersports è atteso come manna dal cielo per chi ha predisposizione open-minded. E questi due vinili non fanno che confermare la bontà del progetto.

Terzomondismo non di facciata, fascino per percussività poliritmica e aperture dub, un certo gusto per la jam dilatata e free suonata con piglio post-punk, attitudine funk-wave e passione per l’uso dei riverberi in fase di registrazione. Questo contengono le lunghe jam Ark Of The Covenant e Echononecho (primo singolo del nuovo album) e le rispettive versioni semistrumentali e dubbate presenti nei lati b come ai bei tempi dell’infatuazione dub dei gruppi post-punk inglesi.

L’anello di congiunzione tra i combo di funk bianco inglesi degli ’80 e l’underground diy americano dei giorni nostri? Il tempo ce lo saprà dire, ma per adesso propendiamo per il si.


martedì 21 ottobre 2008

His Electro Blue Voice – Duuug 7”

Tornano e spopolano gli italici His Electro Blue Voice da Como-Bologna. Discograficamente piuttosto parchi – questa è la loro terza release, tutte rigorosamente in 7” – non lo sono dal punto di vista qualitativo. L’esordio vide la luce tempo addietro per l’americana S-S, mentre lo split con Nuit Noire era una parentesi “casalinga” (a pubblicare era la AVANT! del batterista Andrea); ora Duuug esce per l’etichetta più chiacchierata del momento, la Sacred Bones di Caleb – uno che scopre talenti del calibro di Blank Dogs e Pink Noise. Come a dire, pochi ma buoni e molto considerati soprattutto oltreoceano.
Ma cosa ha questo trio di peculiare da attirare tanta attenzione? Innanzitutto, giocano di contrasti con l’hype underground del momento, quello shitgaze che ripropone ancora una volta l’utilità delle definizioni fantasiose. E lo fanno appropriandosi sì dell’essenza di quel suono, il no-fi, ma piegandolo al servizio di una proposta dopo-punk fino al midollo. Che a grattare bene è ciò che sta dietro gli ascolti di molti dei gruppi accomunati a quella odiosa definizione: primo post-punk anglosassone dai Warsaw in giù.
Duuug sul lato A non mancherà di catturare cuori e diffondere il culto sull’onda di una dark-wave a tratti irresistibile, mentre Fury Eyes col suo incedere a scatti ne è degno contraltare e li avvicina pericolosamente a certe band di metà anni 90 in fissa col declinare in chiave noise le prerogative della dark-wave più reietta.
L’etichetta lo da già come sold-out – almeno alla fonte – ma a cercare bene qualcuna delle 500 copie tirate potrebbe uscir fuori.