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lunedì 10 novembre 2008

Compoundead – Viscera cs


Esiste una scena noise in Italia? La risposta è sì, anche se il concetto di scena al tempo del 2.0 è decisamente anacronistico e fuori luogo.
Compoundead è dimostrazione pulsante dell’eterogeneo insieme di realtà (due per tutte, Dokuro e 8mm) che dimostrano di aver assorbito certi insegnamenti americani legati al nuovo d.i.y. di matrice noise. Ma attesta anche la vitalità di una periferia che, giocoforza, aveva fatto dell’autoproduzione “punk” non solo il segno della propria integrità fiera e incompromissoria, ma anche la forma espressiva genuina e viscerale del proprio essere contro.
Nello specifico, Compoundead è emanazione dell’Onza’s fratellanza: Massimo (responsabile di MammaMiaQuantoSangue) e la sorella Mara oltre a mantenere in vita l'etichetta di famiglia MastroTitta, armeggiano incazzati con microfoni, microfoni a contatto, effetti, bassi trattati e chissà quant’altro cercando (e riuscendoci) di unire il noise brutale che da MB arriva fino a Wolf Eyes con una attitudine in partenza punk.
Musica da cameretta per noisers antropofagi? Punk d.i.y. post-tecnologizzazione di massa? Quale che sia la definizione che più vi aggrada, sappiate che i due lunghi pezzi della bellissima k7 rossa – l’omonimo sul lato A, Black Milk sull’altro – non si perdono mai in lungaggini pretenziose o autoreferenziali che di solito sono le pecche di un certo tipo di suoni; ma anzi spingono verso una sorta di trascendenza ipnotica niente male.

mercoledì 3 settembre 2008

Dokuro 3" festival of noise



Plastic Boner Band – Dance, California cd 3”
Good Noise, Bad Noise – Odd Rooks Recur cd 3”

Torstein Wjiik – Komprimert Munn cd 3”




Cambiamo formato oggi e scivoliamo verso i lidi del digitale. Ben tre cd 3” in deliziosa confezione mini-dvd ci offre questo giro la Dokuro, etichetta personale di Michele Scariot (Ent e nodolby tra i vari progetti), specializzata in edizioni limitate e particolari di ambito noise.
Cominciamo da Plastic Boner Band, in realtà un solo project di Samuel Henry che si diverte – come da titolo – a rubare un riff dal 7” Dance, California dei Wooden Shjips per masticarlo, distorcerlo e risputarlo fuori sotto forma di stratificazioni soniche da wall of sound tellurico. Come da splendida copertina, opera di Merlo. Musica ostica che però induce alla trance per sovrapposizioni di ruvide lastre di suono.
Due invece i pezzi di Odd Rooks Recur del collettivo aperto di artisti transmediali Good Noise, Bad Noise. Con un nome così ci sarebbe da aspettarsi dai quattro inglesi devastazioni grezze e unidirezionali. Invece l’utilizzo del violino di Neil Woodall aiuta a scremare le maree montanti di macilento noise da laptop + field recordings processati dell’accoppiata John Hall/Shaun Blezard, virando il suono verso una elettroacustica sempre bella spessa ma molto cerebrale. Arcade Martyr Reports Twinning e Worrying Sectarian Tramp Trend i titoli delle due suite registrate live da assumere nottetempo, con una lieve preferenza per la seconda.
A conclusione della trilogia lo sconosciuto – almeno da noi – Torstein Wjiik a.k.a. Kjetil Hanssen, già titolare dell’etichetta Ambolthue. A dir poco prolifico il norvegese che in questa release (anch’essa una lunga suite da 20 minuti) si muove sui territori scoscesi del droning isolazionista. Non che il risultato sia meno claustrofobico e stordente delle precedenti uscite: esplosioni compresse, quasi subacquee, aprono la strada a fall-out post-atomici per una versione fantasmatica dell’industrial sound.
Ottime, davvero, le musiche, ma una nota di merito va agli artwork, molto al di sopra della media. Dokuro rules!

lunedì 4 agosto 2008

Bored Fortress 7" Series 2008

È un po’ la quintessenza per un certo tipo di suoni, lo state of the art di una filosofia del fare musica. O ancora una mappatura giocosa e in divenire delle trasversali tendenze del sotterraneo americano.
Giunta ormai al suo terzo anno, la serie Bored Fortress della Not Not Fun – per chi non lo sapesse – è una serie limitata a sottoscrizione anticipata, che vede il meglio dell’underground free-folk, out-rock e impro in generale dividersi un 7”, di solito arricchito da artwork originale e fantasioso.
A dimostrare eclettismo e valore della serie basteranno i nomi coinvolti: Slither e Thurston Moore/Paul Flaherty; Charalambides e Pocahaunted; Magik Markers e Vampire Belt; Skullflower e Axolotl; Inca Ore e Secret Abuse; Sheperds e Ignatz. Che è come dire tutte le gradazioni della musica più fuori di testa d’America: dal drone nero pece alla Skullflower (Starbleed è puro sanguinare di stelle) al weird-folk più dilatato ed etereo passando per l’out-rock abrasivo dei Magik Markers e le sperimentazioni dello zio dell’America rock, Thurston Moore.
Oltre alla bellezza del feticcio in sé – cosa non da poco in questi tempi di annullamento del medium discografico – questi piccoli oggettini vinilici hanno dalla loro l’intrinseca qualità musicale della proposta. Il pezzo di Thurston Moore, ad esempio, è esemplare; insieme al degno compare Paul Flaherty condensa in 4 minuti scarsi l’essenza del suo solo-album Sensitive/Lethal: un marasma di impro-guitar all’ennesima potenza sul quale si staglia l’ossessione free del sax di Flaherty. Oppure il lato di Axolotl, il progetto in solitaria di Karl Bauer (Black Dice): Bonds è pura stratificazione di decibel perforatimpani che mira all’ascetismo più rovinato. O ancora il fascino sinistro, lugubre e “infestato” del lungo mantra delle Pocahaunted: musica d’accompagnamento per sale d’attesa dell’oltretomba.
Cosa aggiungere? Perché sovrapporre parole? È la musica a parlare. Silenzio. Azione.

Questo il menù:

A1 - Slither - Recorded In Ham Studios
B1 - Thurston Moore/Paul Flaherty - ''Western Mass Hardcore Rules Ok''

A1 - Charalambides - Memory
B1 - Pocahaunted - Time Fist

A1 - Magik Markers - Tango & Cash
B1 - Vampire Belt - Apple Cores
B2 - Vampire Belt - Big Chief

A1 - Skullflower - Starbleed
B1 - Axolotl - Bonds

A1 - Inca Ore - Asztlan At 4 Altitudes
B1 - Secret Abuse - I Stole A Gun That Sings With Joy
B2 - Secret Abuse - Rib Of His God

A1 - Shepherds - David's Vibrations
B1 - Ignatz - Everyman